Chieco Giuseppe, da magistrato, ha seguito le indagini in alcuni processi molto noti alle cronache nazionali. Tra questi, spiccano quello che si occupò dell'incendio al Teatro Petruzzelli di Bari e l'altra vicenda sulle Cliniche Riunite, sempre di Bari.
Poi, a sua volta, è stato indagato nel procedimento "Toghe Lucane" e la sua posizione è stata definita con archiviazione.

Per quello che ci occupa, è stato uno dei più frequenti "querelanti" a dolersi degli articoli scritti da Nicola Piccenna e pubblicati dal settimanale "Il Resto", diretto da Nino Grilli che, per questa colpa, ha subito le medesime doglianze del Chieco.

Tutti i procedimenti penali sorti in seguito alle querele firmate dal Procuratore Capo Giuseppe Chieco, oggi in pensione, sono state giudicate con l'assoluzione piena dei giornalisti querelati.

Per alcune querele, pende ancora il giudizio e confidiamo che non sia dissimile, essendo noto il rigore e la mole di documenti ufficiali da cui hanno preso avvio e sostanza le inchieste giornalistiche che tanto hanno provocato dispiaceri a Giuseppe Chieco.

L'unico rammarico, sul piano squisitamente umano, è il coinvolgimento della consorte del Chieco che ha inteso personalmente scendere sul piano giudiziario diventando attore di una querela. Nulla commenteremo di questo procedimento che è tuttora pendente.

Invece, ci è obbligo informare che la querela della moglie del Procuratore Capo di Matera è stata trattata per anni dalla Procura di Matera che ha concluso l'iter delle indagini con una richiesta di rinvio a giudizio. Ovviamente, ma questo lo sapeva perfettamente Chieco ed anche il sostituto procuratore che questa improvvida richiesta firmò, la Procura di Matera era assolutamente incompetente nel trattare un procedimento penale in cui parte attrice era la moglie del Procuratore Capo di Matera. La cosa venne, immediatamente, rilevata dal Giudice dell'Udienza Preliminare che si "spogliò" del procedimento inviandolo per competenza a Catanzaro.

Quale messaggio si intende dare ad un indagato quando, in barba alla Legge e persino al buonsenso, si mettono in essere comportamenti palesemente e sfacciatamente illeciti?

Ecco, con questo interrogativo in mente, provate a leggere gli atti giudiziari che seguono; non certo per trovare la risposta che sicuramente avete già in mente, bensì per ottenere la documentazione probatoria di un sistema giudiziario affidato a persone che dovrebbero sì calcare le aule dei Tribunali ma, in alcuni casi, sedersi sul lato opposto rispetto al collegio giudicante.




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